Storia di Otranto
Otranto non è solo mare, sole e spiagge. Otranto ha una cultura antichissima,
addirittura pre-messapica che ha avuto da sempre come propria vocazione
l’Oriente.
Già in epoca romana viene riconosciuto alla città la potestà di battere moneta. Il suo porto è stato sempre il punto di riferimento per chiunque dovesse partire o arrivare dall’oriente. Come narra la leggenda Enea approdò a pochi Km da Otratno (a Porto Badisco), San Paolo fu di passaggio dalla città nel suo viaggio verso Roma, la fastosa crociata organizzata da Federico II partì da Otranto e tantissime altre circostanze attestano l’importanza strategica della città. Nel periodo dello scisma d'oriente l'Abate Nettario del Monastero di San Nicola di Casole, poco fuori la città di Otranto, rivestì un ruolo di mediatore tra la chiesa di Roma e quella scissionista di Bisanzio.
Ma il momento aulico della storia idruntina fu indubbiamente il periodo della dominazione bizantina ed in particolare la seconda. Otranto difatti era il fiore all’occhiello del militarismo di Bisanzio, tanto che le sue mura seppero resistere ai numerosi tentativi dei saraceni di fare sacco della città proprio mentre nel resto del sud Italia e dell’europa mediterranea serpeggiava il terrore per l’arabo.
In questo periodo Otranto era alla testa di un territorio molto vasto che comprendeva gran parte della Puglia, della Basilicata e della Calabria settentrionale. Era la Terra d’Otranto che poi nei secoli si sarebbe contrapposta per storia, cultura, lingua, alla vicina Terra di Bari.
Nelle immediate vicinanza della città un monastero che era uno dei più ricchi dell’Italia meridionale: l’Abbazia di San Nicola di Casole. Gestito da monaci basiliani, aveva una biblioteca ricchissima la cui consultazione era aperta a tutti. Alcuni studiosi hanno riconosciuto nell’Abbazia quegli elementi primordiali che poi avrebbero contraddistinto le prime Università d’Italia. Non soltanto, a Casole si creò una cerchia di letterati la cui poetica fu addirittura anticipatrice della poesia in volgare siciliana.
Da Casole partiva ogni mattina un monaco che nel XII secolo intessellò il preziosissimo mosaico monumentale della Cattedrale della città di Otranto: era il Monaco Pantaleone.
Questo rifiorire di cultura ed arti fu purtroppo interrotto nel 1480 quando una flotta turca approdò ad una spiaggia a pochi km a nord da Otranto e dopo un serrato assedio fece razzia sulla città e mise a ferro e fuoco Casole. Si salvarono alcuni manoscritti che il Cardinale Bessarione amante delle lettere classiche prelevò, ma qualcuno dice "razziò", qualche anno prima della distruzione. Oggi questi manoscritti sono disseminati nei più importanti Musei Europei come il Louvre, il museo di Torino e addirittura di Kiev.
L’antica Terra d’Otranto cominciò con i secoli ad identificarsi con l’odierno Salento geografico che comprende le province di Lecce, Brindisi e Taranto. La città di Otranto dopo la presa turca non ritornerà più ai fasti precedenti e con i secoli dovette cedere lo scettro alla emergente Lecce che nel XVII secolo conobbe un periodo floridissimo dal punto di vista artistico e letterario sfociato nell’originalissimo barocco Leccese.