Costa sud di Otranto
La costa a sud di Otranto presenta pregi paesaggistici di notevole interesse
tanto da venire più volte citate tra i tratti di costa più
belli d'Italia.
La città di Otranto opera una specie di spartiacque tra la costa a nord prevalentemente sabbiosa e quella a sud quasi esclusivamente rocciosa. Uscendo dalla città in direzione sud ci imbatteremo nel faro della Palascià che costituisce il punto più ad est d'Italia, il posto dove l'alba del nuovo giorno per prima posa i suoi delicati raggi. Poco distante vi è la Torre del Serpe, una delle tante costruite dagli spagnoli in vedetta sul mare per avvistare per tempo le orde dei berberi. Esse alla prima avvisaglia di pericolo accendevano un fuoco il cui fumo metteva in allarme la torre successiva in vista della prima che faceva altrettanto con le sue altre torri contigue fino a dare l'allarme a tutto il territorio. La Torre del Serpe è stata assunta a simbolo della città di Otranto. Anche qui vi è una leggenda che vuole che un gigantesco serpente marino, durante la notte, risalisse dal mare per ingoiare l'olio della lanterna del faro, provocando così il naufragio di molte navi di passaggio.
Proseguendo per la litoranea sulla destra incroceremo un lungo viale alberato con Pini: conduce al più volte citato Monastero di San Nicola di Casole e di cui oggi rimangono solo pochi e mal ridotti resti.
Tutta la costa presenta punti di notevolissimo pregio, ogni tratto, ogni promontorio pone spunti mozzafiato. Sulla nostra sinistra incroceremo, quindi, una torre che fa guardiano su una ridente valle: è la torre di Sant'Emiliano. Siamo quindi a Poro badisco un piccolo porticciolo, che si apre come un fiordo scandinavo. Qui vuole narra Virgilio, approda Enea una volta lasciata l'Illiria. In una grotta posto sul promontorio del porticciolo negli anni settanta sono stati ritrovati interessanti resti di epoca neolitica. Lunghi tratti di questa grotta sotteranea sono decorati da pitture dell'uomo antico che riprendono per lo più scene di caccia. Da qui il nome di Grotta dei Cervi dal nome dell'animale che di sovente viene ripreso dalle pitture.
La Costa prosegue verso sud, ora più irta ora dolce verso il mare, aprendosi a delle calette a dei paesaggi di immane bellezza, fino a giungere a Santa Cesarea Terme altro gioiello della costa adriatica salentina.